SENZA FILTRO 

LA VOCE DEL SALVEMINI

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INTERVISTE 

 

LA FIGURA FEMMINILE 
INTERVISTA ALLA CRIMINOLOGA ROBERTA BRUZZONE

DI GIUSEPPE LANGELLOTTO E VIVIANA VERDE 

In un mondo pieno d'odio, dobbiamo avere ancora il coraggio di sperare. In un mondo pieno di rabbia, dobbiamo avere ancora il coraggio di confortare. In un mondo pieno di disperazione, dobbiamo avere ancora il coraggio di sognare. In un mondo pieno di sfiducia, dobbiamo avere ancora il coraggio di credere.                             Michael Jackson 

Mercoledì 14 Maggio, presso il Teatro  Tasso di Sorrento, si è tenuto un convegno sul tema della violenza contro le donne: un percorso tra psicologia e prevenzione, arricchito da numerosi e preziosi interventi. 
Toccante il discorso di chiusura tenuto dalla criminologa Roberta Bruzzone, presidente dell’Accademia Internazionale di Scienze Forensi e docente di Psicologia Investigativa, criminalistica e scienze forensi. È nota, oltre che per le sue numerose presenze televisive, anche per essere stata membro del Comitato Scientifico della Polizia Postale e delle Comunicazioni, dell’American Society of Criminology, dell’European Society of Criminology e dell’International Association of Bloodstain Pattern Analysts. Vanta numerosissimi master e corsi presso università straniere, è ambasciatrice nel mondo del Telefono Rosa Onlus da molti anni ed è autrice di diverse trasmissioni televisive. Noi di “Senza Filtro”, considerata la presenza all’evento di poche classi del liceo, abbiamo voluto condividere il pensiero di questa forte figura femminile con tutti voi, tramite un’intervista “flash” che gentilmente ci è stata concessa. 

“La sua è l’immagine di una donna importante diventata tale senza passare per la sottomissione alla moderna idealizzazione femminile. Il suo è un grande traguardo che potrebbe servire da esempio a molte delle future donne che leggono il nostro giornalino. Ha da dire qualcosa in merito?”
RB: Personalmente ho seguito un percorso un po’ particolare: sono laureata in psicologia con molte specializzazioni all’estero, ho costruito in qualche modo una figura professionale che, prima del mio arrivo, in Italia non esisteva; il criminologo era associato più all’ambito della psichiatria forense, ma non era una presenza sulla scena del crimine, non aveva questo tipo di competenze trasversali. Quindi, c’ho voluto credere. Mi dicevano che era impossibile, che ero una visionaria, che non avrei mai potuto lavorare e fare quello che, ormai,  faccio da molti anni. Sono una prova vivente che “volere è potere”. In questo senso, gli ostacoli sono stati enormi e di ogni tipo. Anch’io ho fatto dei brutti incontri, anzi in particolare un brutto incontro sentimentale, però anche questo mi è servito per comprendere  a pieno quali sono i meccanismi che possono scattare, per comprendere che chiunque è a rischio sotto questo punto di vista, perché anche una persona con carattere molto forte può, in certi momenti della vita, cadere in trappola sotto questo profilo. Tutti i giorni faccio un lavoro che amo e che mi dà moltissime soddisfazioni, che mi fa fare una fatica enorme, ma che indubbiamente ringrazio sempre. Ringrazio la vita per le occasioni che mi ha fornito, però mi rendo anche conto che, per poterle cogliere, bisogna essere pronti: questo è l’elemento fondamentale. Le occasioni, credimi,capitano a tutti, il problema è saperle individuare, saperle vedere e cogliere.  
Devi essere pronto a farlo, bisogna prepararsi. Bisogna impegnarsi, studiare, credere nel proprio percorso e cercare di  eccellere, aspirare veramente al meglio. A quel punto qualunque cosa arriva sarà comunque soddisfacente. È l’unica strada che consiglio e mi consiglio di percorrere, perché è l’unica che dà veramente ogni giorno un senso all’esistenza, e questo è qualcosa che non ti possono portare via.

 “Un consiglio per tutte le nostre lettrici?”
RB: Un consiglio? Per quanto riguarda la storia sentimentale: se non state bene con la persona con cui state, se non vi fa sentire delle principesse, se non vi fa sentire apprezzate, amate e rispettate, lasciatelo. Subito, il prima possibile. Senza se e senza ma, e questo è il primo punto. Il secondo punto è: voi siete delle principesse e dovete tentare di diventare regine. Ci siamo? Nessuno potrà mai ostacolare questa via, ricordatevelo!  Non principesse in attesa di un principe, ma regine alla conquista di un regno. Questo è l’elemento che vi deve guidare, qualunque sia il regno che decidete di conquistare: sia quello di una famiglia che funziona, sia quello di una professione che vi dia soddisfazione … quello è il vostro regno e non potete permettere a nessuno di impedirvi questo percorso. 

Vigorosa personalità e grande determinazione, questa donna-esempio incarna la forza femminile e la esalta ai massimi livelli, portando con sé il messaggio “volere è potere”. Parliamo di una persona che ha creduto nei propri sogni e che ha lottato per realizzarli, perseguendo i risultati che si era prefissata all’inizio della dura battaglia. 
Care lettrici, fate tesoro di queste parole!

IN ITALIA SI PUO’

INTERVISTA A FRANCESCO GIUBILEI, IL PIU' GIOVANE EDITORE ITALIANO


DI TOMMASO VITIELLO 


Choosy, losers, bamboccioni e chi più ne ha più ne metta. A quanto pare sembra essere questa la moda del momento che sta spopolando fra gli adulti. E’ l’asta al “chi offende di più?” No. È l’Italia. 

Ma in Italia c’è ben altro, e oggi voglio raccontarvelo. 

L’Italia è anche Francesco Giubilei, 22 anni, laureato in Lettere Moderne, scrittore e fondatore, all’età di 16 anni, della Casa Editrice “Historica”. Francesco è il più giovane editore italiano. Un ragazzo che – ho pensato – potesse essere un esempio di fiducia e speranza per tutti noi, e così ho deciso di intervistarlo per il Senza Filtro.


-Ciao, Francesco, grazie per la tua disponibilità, e benvenuto. Iniziamo subito con qualche domanda semplice per rompere il ghiaccio.  Genere/i e libro/i preferiti? 

Sono un lettore molto onnivoro, spazio dalla narrativa alla saggistica  divulgativa. Forse per deformazione personale leggo molti "libri sui libri", testi di editoria e bibliofilia. Se dovessi citare qualche autore o libro direi "Il maestro e Margherita" di Bulgakov e tra gli italiani "Il giardino dei Finzi Contini" di Bassani.


-Spostiamoci adesso verso qualcosa che può interessare tutti e che ha già destato grandie entusiasmo tra i componenti della nostra redazione: la tua esperienza.  All’età di 16 anni fondi la Casa Editrice “Historica”, frutto del tuo amore per la lettura. È il classico esempio del “lavoro fai da te”. Avresti mai immaginato che il “libro”, oggetto della tua passione, sarebbe diventato soggetto del tuo lavoro?

Più che immaginato lo avrei sperato. Ho la fortuna di svegliarmi ogni mattina facendo un lavoro che non solo mi piace, ma riesce a coinvolgermi e catturarmi, proprio per questo non ho orari e lavorare in ogni momento della giornata, ogni giorno della settimana non è un peso.


- La passione si sa, spesso non è tutto. Perseveranza e spirito imprenditoriale gli ingredienti per emergere. Oltre alle citate, quali qualità un giovane deve possedere o sviluppare per provare a fare impresa in Italia?

Sicuramente deve avere le idee ben chiare e deve informarsi e studiare tanto. L'approssimazione, l'amatorialità e il pressapochismo non hanno mai portato da nessuna parte. Per aprire un'attività, in qualsiasi campo, è necessario conoscere ciò che si fa. Poi gli errori possono capitare, fanno parte del percorso di ognuno di noi, d'altronde sbaglia solo chi ha il coraggio di provarci. A criticare nel nostro paese sono tutti bravi, a fare le cose molti meno.


-Forse la difficoltà più grande per un giovane con un’idea  è quella dell’indisponibilità di capitali da cui partire. Tu, in che modo hai iniziato? E che consigli ti sentiresti di dare per abbattere, o quanto meno scavalcare, l’alto muro (tutto italiano) della burocrazia?  

Historica è nata come blog e poi come rivista online, quindi senza costi. L'attività  fin dall'inizio si è autofinanziata con le vendite dei libri e la prima ragione sociale che ho aperto è l'associazione culturale che, a differenza di una srl o sas, non ha costi. Il consiglio che darei a ogni giovane che vuole fare imprenditoria nel nostro paese è, soprattutto all'inizio e in questo momento storico, di non voler strafare, di stare con i piedi per terra. Ci sono formule (come l'associazione culturale) che permettono di contenere i costi in fase di avviamento.



-In questi giorni si è tenuta a Milano la prima edizione della “Giornata della giovane imprenditoria” da te organizzata. Quale vuole essere lo scopo dell’iniziativa?

Sabato 17 maggio abbiamo organizzato il primo di una serie di eventi dedicati alla giovane imprenditoria. L'obiettivo dell'iniziativa è dare spazio alle tante realtà imprenditoriali che esistono nel nostro paese create da giovani. Credo che oggi più che mai sia necessario fare sistema e cercare di unire le forze.


-Esperienze come la tua sono la dimostrazione che, in fondo, in Italia, c’è ancora spazio per noi giovani e che, tutto sommato, varrebbe la pena rimanere; magari provando ad impegnarsi, partendo dal basso, da una passione, come hai fatto tu. Così, a chi meglio che a te, possiamo chiedere un messaggio di fiducia e speranza?

Sono un ottimista di natura e credo che in Italia ci sia ancora tanto da fare. Dobbiamo solo ritrovare la fiducia in noi, nelle nostre attitudini e capacità uniche al mondo.



-L’intervista è conclusa (per tua fortuna). Così come vuole la nostra tradizione, ti chiedo un saluto per il “Senza Filtro” e ti ringrazio a nome di tutti i nostri lettori.

Vi ringrazio io per l'intervista. Non posso che farvi un grande in bocca al lupo e consigliarvi nelle vostre scelte future sia scolastiche che lavorative di seguire le vostre passioni e fare sempre ciò in cui credete.


"I FANTASTICI 4


DI FABIO PANE, GIUSEPPE LANGELLOTTO e  SOFIA APONTE 


Per entrare nel vivo della vita scolastica, noi del senza filtro abbiamo deciso di dedicare parte di questo numero ai rappresentanti neoeletti, in un intervista a tutto tondo tra domande di cultura generale e pensieri personali tra il serio e il faceto. Come se la saranno cavata i nostri rappresentanti?


Per chi non lo sapesse, come ti chiami e in che classe stai? 

Luis De cecco IV A

Vincenzo Cinque  VB 

Carmine Marzuillo VE

Davide Coppola III B


Con quanti voti sei stato eletto? 

L: 507 

C: 233

V: 183 

D: 230


Eri presente allo spoglio? Se si perché? Se no perché?

L: si per scaramanzia e perché ero teso 

C: si perché avevo tanta ansia 

V: no perché da 3 anni non vado allo spoglio per questioni sia di scaramanzia che di ansia 

D: no perché sapevo che sarebbe durato molte ore e non riuscivo ad avere l’ansia per ogni scheda letta. 


Luis: Considerato che il tuo risultato (507 voti) considerabile un record poiché nessuno ha mai avuto una simile mole di voti in quarta, ritieni che questo sia uno stimolo o un motivo di preoccupazione?

E una domanda particolare perché fa riflettere. Fa riflettere perché portare 507 persone a credere nel proprio progetto, nella propria candidatura vuol dire che effettivamente si porta sulle spalle una grossa responsabilità, quella di non deludere nessuno studente ma soprattutto non deludere quanto promesso. Vivo questo risultato come un grande stimolo, poiché come già detto il mio obiettivo era completare il percorso cominciato lo scorso anno e vedere tanti pronti a darmi fiducia e incoraggiarmi è una bella soddisfazione.


Vincenzo: Nel tuo programma hai sempre parlato di alzare la voce di esserci e della presenza. Quello che vogliamo sapere e che vogliamo far sapere ai lettori del senza filtro è in che modo hai portato la tua voce, le tue idee e tutto ciò che era importante ai consigli d’istituto e in tutte le organizzazioni in cui il Salvemini doveva essere presente?

Nella mia propaganda, per il terzo anno consecutivo, come punti base ho inserito quello di alzare la voce e di farci sentire e penso che sono punti basilari per un ruolo come quello del rappresentante d’istituto.  Nei consigli d’istituto, come i verbali dimostrano, sono quasi sempre stato presente e ho sempre preso parte alle votazioni per quanto riguarda le approvazioni o disapprovazioni di decisioni prese dall’aria dirigenziale oppure per quanto riguarda gli scioperi sono sempre stato in prima linea. Spero che possiamo continuare anche quest’anno su questa via. Per me alzare la voce significa anche migliorarsi giorno dopo giorno essendo presente nei corridoi, parlare con i ragazzi. Per me alzare la voce non è soltanto scioperare e creare “rumors” a livello sociale bensì far sentire l’esigenza di far rispettare i propri diritti quotidianamente. 


Davide: che qualità in più pensi che gli elettori abbiano visto in te piuttosto che negli altri candidati? 

Bhè .. la bellezza! A parte gli scherzi! Spero che le 230 persone che mi hanno votato, l’abbiano fatto credendo in quello che ho detto e in come l’ho detto. Spero di averle convinte per la mia tanta voglia di fare, per la mia voglia di contribuire, nonostante fossi in terza alla caricare di rappresentante d’istituto e l’entusiasmo che ho cercato di mettere specialmente in campagna elettorale.


Carmine: In Cinque anni sei stato molto vicino alla vita scolastica, avrai visto molte cose e hai vissuto sulla tua pelle le varie problematiche dell’istituto. In che modo quest’esperienza ti vuol portare a cambiare le cose?

La ragione è che da molto tempo vedo persone fare promesse e non mantenerle e sono veramente stanco di tutto questo. Ho voglia di far diventare le chiacchiere degli anni passati realtà!


Vincenzo: Adesso hai il FCE, come rispondi alla famose citazione: "don't raise your voice improve your argument"?

Mi piace molto questa citazione perché alzare la voce senza argomenti è un po’ come arrampicarsi sugli specchi. In tal senso creso che qualsiasi tesi supportata sia basata su argomentazioni forti e basi solide. È cosi che si possono vincere le contese dialettiche e soprattutto far testimonianza della nostra presenza e incrementare giorno dopo giorno il lavoro che facciamo noi rappresentanti d’istituto. La forma non è mai sostanza ma spesso, la sostanza ha bisogno di forma. 


Luis: Hai sempre dimostrato di essere te stesso, quello che sei è quello che offri alla scuola. Cos’è che maggiormente ti rende fiero?

Penso che nel rispondere a questa domanda, perderei i valori di cui andiamo a parlare. Non mi va di ostentare quanto fatto, il mio modo di essere e di fare. Credo che se c’è qualcuno che apprezza e recepisce i miei valori posso solo essere ben contento. Il mio obiettivo è semplicemente quello di non cambiare mai e di non montarmi mai la testa.


Davide: Sei l’unico rappresentante di terza, sappiamo che in questo modo sei più vicino sia al biennio ma anche al triennio a cui effettivamente appartieni. Lo consideri un vantaggio o uno svantaggio?

Sono sicuro che questo è un punto di forza, perché ricordo bene come era essere al biennio. Come detto in campagna l’esperienza è importante ma non fondamentale.  Ricordo comunque che il rappresentante ha il dovere di far sentire la voce di tutte le classi, dalla prima alla quinta.


Carmine: Sei stato probabilmente la persona con più sostegno durante questa campagna quali valori credi che abbiano spinto così tante persone a mettersi in gioco per te?

Credo che chi mi ha sostenuto l’ha fatto per la semplice ragione che credevano in me e nelle qualità che hanno visto in me.


Vincenzo: Hai preso 183 voti, un risultato che ti incoraggia o che ti scoraggia sapendo gli ottimi risultati degli anni scorsi? 

È cambiato qualcosa oppure la situazione è sempre quella? 

La decrescita del numero dei voti  non è mai piacevole, ma come ho detto ai miei colleghi  e i candidati 

della mia lista, nelle votazioni subentrano moltissimi fattori che prescindono dal volerti come rappresentante o meno, quindi credo che sia doveroso ricordare che nelle elezioni come rappresentante intercorrono numerosi fattori che non hanno nulla a che fare con il volere o meno delle persone te come rappresentante. Considerando i numerosi fattori che hanno ostacolato la mia campagna elettorale, sono felicissimo dei voti ricevuti e questo, secondo me, vuol dire che ci sono persone che credono in me dopo due anni di rappresentanza e che ho il dovere di non deludere. Proprio loro sono sempre uno stimolo a dare il massimo per la mia scuola. 


Carmine: In queste elezioni ci sono state delle parole tabù come ballo di natale Mak TT ecc… come vuoi porti a riguardo? Ci sarà la trasparenza? Come gestirai i profitti?

Come detto in assemblea d’istituto personalmente non ho interessi nei soldi del Mak TT e del ballo. Per quanto riguarda la trasparenza, l’unica cosa che potremo fare sarà registrare le entrate e le uscite. 

Noi ci impegneremo affinché tale trasparenza ci sia anche con l’aiuto di persone esterne che potrebbero occuparsi della contabilità del tutto.


Davide: Quali criteri hai valutato per formulare il TUO voto?

Abbiamo parlato tanto di non votare per conoscenza per simpatia per bellezza ecc… credo che quando si fanno dei discorsi per coerenza è il caso di metterli in pratica. Io ho votato colui che si è dimostrato più capace, con più voglia e più capace. Da ex-candidato ritenevo che per ottenere un miglioramento tangibile siano questi i criteri che vanno seguiti.


Ed ora è arrivato il momento di testare la cultura dei nostri neo rappresentanti: 


Premio Nobel per la letteratura, morto suicida, ha scritto “Addio alle Armi” stiamo parlando di…?

Luis: Antonio Scognamiglio?

Risposta Corretta: Ernest Hemingway


Nello studio della matematica, negli anni che vanno dal 1900 al 2000 i matematici sentirono in bisogno di una profonda e sistematica riflessione sui fondamenti della propria disciplina. In particolare ci fu una particolare corrente che consisteva in una situazione paradossale: ogni frase era vera soltanto se falsa. Stiamo parlando di?

Carmine: Metodo Assurdo?

Risposta Corretta: Antinomie o paradossi di tipo logico.


<<il barbiere di un villaggio rade tutte le persone del posto che non si radono da sole. Il barbiere del villaggio si rade o non si rade da solo?>>

Vincenzo: io mi tingo.

Risposta corretta: non esiste, in quanto la frase è un antinomia.


Recentemente scomparsa è stata un’astrofisica italiana, morta all’incirca a 90 anni. 

Davide: Non lo so.

Risposta corretta: Margherita Hack.


Per finire: fai un saluto a tutti i lettori del senza filtro. 

L: Un abbraccio a tutti e buon anno a tutti. Buona lettura del giornalino, siamo fortunatissimi ad avere un giornalino straordinario e un caporedattore come Giuseppe Langellotto. Studiate ma non troppo e divertitevi perché il salvemini è divertimento oltre che studio.

C: Voglio salutare con affetto tutti i lettori del senza filtro, giornalino che ormai ha grande successo nella nostra scuola. Non sono per le promesse 

V: Buon anno a tutti e un saluto speciale a tutti i lettori del senza filtro. 

D: Un saluto a tutti i lettori del senza filtro. Giornalino ormai diventato tradizione della nostra scuola e invidiato da tutte le altre scuole!