DI EMANUELE PELLEGRINO VE e FRANCESCO DI MAURO VD
In quasi ogni casa, vi è una vecchia chitarra classica o acustica, questo perché in tanti nel tempo hanno pensato di iniziare a studiare o hanno provato ad imparare a suonare la chitarra. Il 99% di queste chitarre è ormai un soprammobile lasciato a prender polvere ed arruginirsi. Perché?
Perché da sempre il mito "la chitarra è uno strumento facile" è sulla bocca di tutti. Bene, con il corso di chitarra stiamo sfatando questo mito ogni lezione in modo più pieno. La chitarra come ogni strumento musicale, richiede studio esercizio ed impegno. Molti di voi a questo punto penseranno che il proprio zio "sa suonare" questa o quella canzone o che suo cugino "suonava" in chiesa senza mai aver studiato, ma vi assicuriamo che quello non è suonare, quello è "strimpellare", "schitarrare" al massimo.
Era proprio questo il primo obiettivo che ci eravamo prefissati pensando al corso, mostrare le difficoltà, i lunghi tempi di studio ed i frutti che ne possono nascere; non è un caso che il corso oggi conti la metà degli iscritti iniziali (superando in positivo le nostre aspettative, sia chiaro). L'obiettivo principe del corso é quello di dare strumenti propedeutici non solo allo studio della chitarra, ma dare "basi fondamentali di passione"; lo studio è inutile e stancante senza passione. Ogni ragazzo inizia a poco a poco a trovare la sua strada in campo musicale, e questo è fondamentale per uno studio appassionato. È per questo che sin da subito abbiamo ritenuto fondamentale che ognuno potesse dare libera espressione ai propri gusti musicali, indirizzando anche i ragazzi a quelli che per noi sono i "must" della conoscenza musicale di un chitarrista ed accettando con piacere ogni nuova proposta d'ascolto.
Probabilmente dal corso non uscirà nè il nuovo Eric Clapton, nè il nuovo Tommy Emmanuel, nè il nuovo Andrés Segovia, ma auspichiamo ne esca qualche piccolo appassionato che possa fare nel tempo della sua passione qualcosa di grande.
DI ANTONIO SCOGNAMIGLIO VB
Cosa rende un film un bel film? Non è questa la domanda che cercheremo di rispondere al mio corso, ovvero “Cinema e cineforum”. E allora perché l’hai scritta? Per confondervi, ovviamente.
Il cinema è arte. E un film è un’opera artistica incredibilmente faticosa, se mi permettete. Si parte da una sceneggiatura, la quale verrà messa in scena da un regista, il quale dovrà organizzare il lavoro tecnico di svariati reparti, tra cui quello di fotografia, montaggio, attori, trucco, location, più i vari imprevisti che possono capitare sul set, e oltre a questo, deve anche imprimere una nota di stile e personalità all’interno del lavoro. Tutto questo, grazie ai soldi di terzi che il più delle volte non fanno altro che arrivare a metà lavorazione a urlare cose come “I MIEI SOLDI, NON SPRECATE I MIEI SOLDI”
E dopo tutto questo lavoro costato sudore, sangue e altri liquidi (?) dovreste essere voi a decidere se il film è buono o no? Non credo. Non avete i dati necessari per dare simili giudizi. Neanche la critica più preparata li ha.
La moda di oggi è di criticare ogni film uscito in ogni modo possibile e apprezzare solo quelli più vecchi e sconosciuti. Col mio corso, cercheremo di apprezzare ogni film possibile. Spiegando come funziona una sceneggiatura e perché lavora in un certo modo. Cosa fa un regista e cosa un direttore della fotografia e del montaggio. Cos’è il cinema trash e che film è realmente Sharknado. Chi è Uwe Boll e perché è considerato il peggior regista del mondo. Perché tutti si scorderanno di 50 Sfumature di Grigio tra un paio di mesi (o settimane) e perché merita tutto l’odio possibile.
Così, quando alla prossima festa in cui andrete, qualcuno parlerà male del vostro film preferito e comincerà a fare un comizio sull’ultima opera belga che ha visto “Lo Zio Volodja Scuoia La Renna” voi saprete perfettamente cosa rispondergli, senza dovervi allontanare dal menzionare un film famoso come Transformers o un regista conosciuto come Tim Burton.